Alessandro Baggi

Alessandro Baggi

21/07/2021 Off Di Eugenio Lombardo

E’ uno dei giocatori più forti in assoluto della categoria. Non ama le copertine, non cerca ribalte effimere, e quando parla, bisbiglia: ma è tosto come pochi. Mi riferisco ad Alessandro Baggi, fresco di riconferma: il suo sì al Fanfulla ha quella valenza di un sì per sempre, come nei più bei matrimoni d’amore.

Alessandro è un ragazzo attento, lo si capisce dagli occhi, più ancora dalle pupille: scrutatrici ed al tempo stesse fermissime, che ti si incollano addosso, con un’insaziabile sete di verità. E’ uno che se dice una cosa è quella: non grigia, non sfumata, non apparente. Ma quella. Senza se e senza ma.

Il suo sì è un attestato di fiducia al progetto della Società. Forse il fatto di essere già stato allenato da mister Nordi, forse le parole del direttore tecnico Dario Aquali, che sa essere convincente come persuasivo, che conosce l’animo umano e sa sempre toccare le corde giuste, forse il rispetto per il presidente Barbati, la cui passione travalica il passo della gamba senza smarrire mai il senso della ragionevolezza, ma questa riconferma ha il significato di quanto bene si stiano facendo le cose in casa Fanfulla.

E’ una squadra che sta crescendo con dei valori importanti, e Alessandro Baggi ne incarna di fondamentali. Perché nel calcio si è tutti bravi a dire che si vive con le regole dei professionisti, ma poi farlo veramente è un altro paio di maniche.

E Alessandro è impeccabile in tutto, uno di quegli atleti così seri che si fa fatica a coinvolgerlo in una qualsiasi bravata, di beata gioventù, persino la più innocua. E’ uno che sembrava già grande, quando indossava ancora i pantaloncini corti. Uno che lascia che i compagni festeggino e si diano alla pazza gioia, dopo un successo, mentre lui è già li a pensare alla prossima partita, e se sorride lo fa con gli occhi, ma non con le labbra. Che invece di esaltare una sua qualità, cerca di migliorare un difetto di cui – solo lui – si è accorto.

Piace di Alessandro quel modo di giocare una partita personale con se stesso nel più ampio contesto del match: quel mettersi nella sua zona di gioco e presidiarla come si salvaguarda un’oasi protetta, con scrupolo e dedizione. Quel suo progressivo e sempre guardingo incedere in area avversaria, manifestando l’intuito e la prepotenza di chi sa che può agguantare la preda, quel metterci il fisco e la testa in ogni momento, e quel rendere possibile ciò che di primo acchito parrebbe irrealizzabile, con convinzione ed umiltà.

Possiede il senso di ciò che è giusto, Alessandro Baggi, che è un gentleman del pallone, il fidanzato che ogni mamma vorrebbe in casa per la propria figlia: uno che, cosa sia il dispetto, neppure lo sa, e la lealtà l’antepone a qualunque cosa. Si vede da come gioca. Si vede dai suoi occhi. Al Fanfulla, pur giovanissimo, essendo un tipo che non dissipa nulla, porta in dote esperienza, equilibrio, e voglia di fare bene. Baggi sta alla dedizione, come l’impegno sta alla credibilità di un successo. Una formula senza necessità della prova del nove. Una lezione senza necessità di cattedra. L’allievo chiamato ad essere ricercatore di successo. Un giocatore vero, con i fiocchi. Uno che ti porta il professionismo già in casa e ti aiuta a credere che sognare è sempre possibile.

Eugenio Lombardo

21/07/2021