Alex Montaperto della Nuova Lodi

Alex Montaperto della Nuova Lodi

29/04/2020 Off Di Eugenio Lombardo

La Nuova Lodi ha fior di giocatori che hanno fatto la sua storia, e che la società del presidente Angelo Pistone continua a ritenere uomini fondamentali per il proprio futuro, ma se c’è un calciatore su cui si intende costruire un serio progetto di rilancio, ebbene, questi è Alex Montaperto.

Sicuramente un modo di responsabilizzare questo giovane, classe 2001, tutta la trafila delle giovanili fatta al Fanfulla, e per il quale non mancano richieste da parte di società di categorie superiori.

Ma ad Alex Montaperto il tentativo di avviare una scalata a palcoscenici di maggiore rilievo non importa granché: sta bene lì dov’è, alla Nuova Lodi.

La società nei giorni scorsi ha recapitato una lettera a tutti i propri tesserati: nel momento di difficoltà, laddove nubi fosche si addensano sul futuro anche economico delle realtà sportive dilettantistiche, i dirigenti hanno fatto sapere a tutto l’ambiente che la Nuova Lodi non demorde, e che ai nastri della futura ripartenza sarà sicuramente presente.

“Ho molto apprezzato – spiega Alex Montaperto – questa iniziativa, perchè per l’ennesima volta ci è stato dimostrato quanto ci tengano, a noi atleti. Anche nel periodo di incertezza, quando si sperava che potessimo riprendere, il campo è sempre stato tenuto in condizioni eccellenti, gli spogliatoi erano stati sanificati, tutto era a posto, potevamo proprio riprendere a giocare. E’ andato, purtroppo, diversamente. Però la lettera ricevuta testimonia di valori importanti.”

Alex, sei un giocatore eclettico sul campo…

“Mi reputo un difensore centrale, ma mister Ponzellini mi ha adoperato in più ruoli: terzino, fluidificante di fascia, addirittura nell’ultima partita, che poi non si disputò, avrei fatto la punta seppure per una situazione d’emergenza. D’altra parte il mister me lo dice sempre di sfruttare la mia altezza (misura 1,88 mt, ndr) almeno nei calci piazzati.”

Hai mai segnato?

“In prima squadra, no. Mi piacerebbe. Magari con un goal in casa, dove abbiamo sempre un gruppetto di amici e sostenitori che viene a vedere le partite. Credo sarebbe una bella emozione.”

Con Ponzellini hai un rapporto speciale….

“Lo stimo molto il nostro mister. Ha una grandissima dote: quella di sapere trasmettere le proprie convinzioni, sopratutto in termini di grinta e personalità; sa farti dare sempre un qualcosa in più.”

La stagione della Nuova Lodi non è però che fosse stata particolarmente esaltante.

“Vero. Dai grandi propositi di inizio stagione, quando durante il ritiro avevamo sperato in qualcosa in più della salvezza, ad una situazione che mai avremmo creduto di vivere. Forse è stato proprio questo a penalizzarci: non avevamo messo in conto di dovere soffrire, e alle prime difficoltà siamo andati in barca.”

Tu non hai ancora vent’anni, qual è il giocatore della Nuova Lodi che hai preso a riferimento fra gli anziani?                    

“Abbiamo veterani importanti: Dallagiovanna, De Santis, Galbiati, ma il modello è Gianluca Lodigiani, forse perchè difensore come me. Un giocatore di grande carisma: tatticamente intelligente, veloce, rapido, e con ottima tecnica individuale. Lo ammiro molto, lo considero un esempio.”

Non è che pensare al calcio solo come divertimento, e non come pura ambizione, alla fine ha penalizzato il tuo rendimento?

“Non credo, per me il calcio è uno sfogo fondamentale, un’ancora a cui aggrapparmi per dare equilibrio a tutte le altre cose della vita. Ho sempre cercato di dare il massimo, anche questa è ambizione. Non ho altre distrazioni o sfoghi, fatta eccezione per l’amore verso la mia ragazza, Beatrice, con cui sto ormai da un anno, ma lei non incide negativamente, anzi!”.

Però anche tu hai avuto prestazioni altalenanti: ti abbiamo visto fare cose egregie, ed altre volte estraniarti dal match…

“Può essere, ma va valutata anche la resa complessiva della squadra: non si gioca mai da soli. Certi naufragi sono stati collettivi.”

Ti pesa questo tempo senza calcio, così immobile? Essendo giovane hai tutta la vita davanti…

“E’ vero, ma è un’arma a doppio taglio: sei giovane, e puoi riprenderti le cose perdute; al tempo stesso hai la voglia feroce di tornare prima possibile in campo e vivere la tua passione.”

Facciamo che ti arriva una chiamata per andare in Eccellenza. Che fai?

“Devo ripetermi: la competizione non m’interessa. Sto bene alla Nuova Lodi, dove abbiamo un gruppo fantastico. Non avrei motivi di cambiare”.

Meglio così: alla Nuova Lodi pensano a te come giocatore chiave su cui costruire il proprio futuro.

“Ne sono orgoglioso, e spero di rimanere qui per tutto il mio percorso calcistico.”

Eugenio Lombardo