Colorare di bianco un destino

Colorare di bianco un destino

14/12/2021 0 Di ermanno merlo

L’altra partita.

Di Ermanno Merlo.

Colorare di bianco un destino

La neve accarezza la pianura, si insinua in ogni anfratto a colorare di bianco il destino.

Ci sono musiche di giochi e di canzoni nel manto bianco della lacrima.

C’è la corsa continua del tempo.

La neve calpesta il vuoto, respira, distratta bambina per bene, raccoglie storie, domanda all’uomo: chi sei?

Ogni volta ci insegna l’attesa, la magia di attimi, a cui spesso, non sappiamo dare il giusto peso.

Ci spiega come sorridere al silenzio, alla riflessione.

Purtroppo però, ferma anche temporaneamente le nostre abitudini, le passioni, il respiro dal quotidiano quando diventa affollato di pensieri.

Oggi, avrei dovuto essere qui a scrivere del match Chieve – Lodivecchio.

Una partita attesa da tanto, pura, colma e ricca di significato.

Uno scontro decisivo.

Avrei dovuto abbracciare con le parole, volti e persone amiche, raccogliere frammenti di cielo.

Invece, le lacrime bianche hanno cancellato l’appuntamento fisso della domenica, hanno lasciato posto alle pantofole, ai libri e a una tisana.

Sono comunque presente a riflettere sul senso delle cose, ma senza aver indossato le vesti del giornalista sportivo.

Mi sembra strano sentire tristezza nel momento della notizia del rinvio della partita.

Proprio io, che fino a qualche mese addietro, prima di questa esperienza, stavo male al solo vedere la rete di una porta.

Così provo la febbre, strizzo gli occhi colmi di meraviglia e faccio un respiro.

Niente.

C’è qualcosa che non va, o forse sono solo le note della vita che risuonano forti nel cuore, che intraprendono cammini di stelle.

Ci sono modi di interpretare lo sport, per chi ce l’ha: la sapienza tecnica, per chi invece è un po’ più ignorante come me: la letteratura e la poesia.

Ma si è sicuri di comunicare qualcosa?

Di lasciare un sentimento colmo di sé nelle persone che s’incontrano?

Sono stati mesi di sguardi sinceri, di vittorie e altrettante sconfitte, troppe, per i giocatori del Lodivecchio che stanno cercando di ripartire.

Ci sono stati cammini e sorrisi, rigori mancati, parole di troppo, legami costruiti.

C’è questa parentesi del tempo che a poco a poco, momento dopo momento si rende necessaria.

Le rivedo, una dopo l’altra scorrere davanti agli occhi, le immagini delle settimane passate.

Sono segnali disponibili e unici, eterni “clic” di quei sogni che non si frantumano mai.

Così sento la necessità di prendere in mano la penna e scrivere, per non lasciare vuota una pagina di questo diario di viaggio.

Una esperienza sincera ed unica: e ripenso all’umanità di una squadra, alla concretezza del risveglio, della ripartenza e del riscatto.

Forse a qualcuno darà fastidio, ma è necessario trattare di questi temi.

Ognuno ha i propri argomenti.

Anche “L’altra Partita” ha i suoi.

Continueremo così, sulla via della fratellanza condivisa, della musica del pallone che ci fa sentire vivi.

Con i racconti e le indagine nelle storie dei ragazzi, delle loro famiglie, della società e dei tifosi.

Consapevoli di aver stretto amicizie importanti, di aver costruito legami di sport e di parole.

Sempre pronti a raccontare le gesta degli atleti, che presto recupereranno questa domenica di riposo. Canteremo le nostre canzoni <<con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro>>.