de vecchi sergio

de vecchi sergio

20/11/2018 Off Di Eugenio Lombardo

C’è un fattore SDV, non solo per la squadra che da qualche tempo conduce, ma per l’inter
o calcio lodigiano: Sergio Devecchi, il mister gentleman, brilla di luce propria, anche quando, nell’abbassare costantemente i toni, per eleganza e tratto di compostezza, vorrebbe l’interruttore spento sui tanti clamori che suscita il pallone, anche quello di periferia. Il fattore SDV fa bene al calcio, perchè rende tutto autentico e vero, dentro i confini naturali dello sport.
Sergio Devecchi c’è, senza bisogno che si agiti, e credo che a sbraitare, in decenni e decenni di panchine, non si sia mai visto, sempre quieto, pochi passi fuori dalla propria panchina, in quel suo circumnavigare immobile dentro la propria area tecnica, quasi non volesse neppure calpestare l’erba del bordo campo. Così leggero, e così dentro la partita.
Il fattore SDV prevede che i propri ragazzi conoscano, attraverso gli insegnamenti del mister, quello che sui manuali di psicologia si cerca inutilmente e verbosamente di spiegare: cosa deve fare una squadra per definirsi tale. Ciò che si è. E quello che si può divenire.
I suoi giocatori lo rispettano e gli riconoscono due fondamentali doti: la competenza calcistica e l’onestà. Quello che dice, pensa. E quello che pensa, dice.
Non sono previsti fumi, malgrado le tante sigarette avidamente aspirate, e neppure dovrebbe, nè contorni di parole: giusto le essenziali.
Così, unanimemente a Sergio Devecchi viene riconosciuta la qualità di essere un uomo vero, a cui ripugnano i giochi di parole, le mezze verità, la allusioni confuse con i non detti. Questa franchezza gli ha nociuto, come tecnico, in alcuni momenti del suo percorso sportivo: sarebbe bastato acconsentire ad un presidente, ammorbidire certe sue convinzioni tattiche, annacquare un proposito, ma allora avremmo parlato di un altro, e non di mister Devecchi. Se ha qualche rammarico lo ha immediatamente sotterrato, e se ha un sogno lo coltiva, certo, ma facendo ogni santo giorno i conti con la realtà.
Un tecnico così fa bene al calcio: perchè disegna l’alveo del suo ruolo, importante, ma pur sempre un gioco, dove la prima sfida è a se stessi, a quell’epico desiderio di migliorarsi, rispettando sempre chi hai davanti, non solo quando la partita è finita e ipocriticamente tutto deve rientrare nella normalità, ma in ogni singolo istante del match.
Il fattore SDV andrebbe contaminato sui campi, per un calcio vissuto all’insegna della normalità e della sportività. Avere conosciuto Sergio Devecchi è un vanto, per noi di Gazzetta Lodigiana. Raramente useremo ancora questa espressione. Perchè anche qui si dà un peso a quello che si dice. E il nostro augurio è che il fattore SDV attraversi e contamini tante panchine dei nostri campi, per imparare ad immaginare relazioni nuovi, ed un pallone ricco di saggezza ed umanità.
Eugenio Lombardo