fanfulla – brusaporto

fanfulla – brusaporto

21/03/2021 Off Di Eugenio Lombardo

Fanfulla – Brusaporto: 2 – 1

Una squadra da amare.

Il commento di Eugenio Lombardo

Lasciamo il taccuino chiuso, al ritorno della partita vittoriosa dal Fanfulla contro il Brusaporto. Ci affidiamo a brevi flash della memoria, e a certi istanti che sono soltanto poesia, accarezzano il cuore, su cui soffiano leggeri, come un battito di vita.

Intanto, il goal del vantaggio di Qeros, che voleva fortemente la rete: per come sto imparando a conoscerlo credo che non gliene importi nulla di dimostrare il suo valore, ma se proprio lo pungono, allora, tanto vale dire la propria, e fatto un primo tentativo, al secondo ha bucato la rete avversaria: arpionato il pallone, via gli avversari come birilli, e poi lì dove la porta avversaria appariva più libera, sinistro fulmineo, sullo stile Holly e Benji, e palla in fondo al sacco.

Fanfulla che sul campo si mostrava autorevole, pronto a chiudere il Brusaporto, e a non farlo salire, ma a cui mancava l’istinto della zampata numero due: l’avversaria sembrava concedere qualcosa a centrocampo, ma Guerrini giocava da play basso, e Brognoli molto spumeggiante oggi insisteva sulla fascia sinistra, e quel buco altrui, lì in mezzo, tale restava.

Sinistri presagi su incomprensioni tra Baggi e Pascali, mentre SuperCizza si lasciava impensierire da una zolla, che recalcitrante faceva piroettare la sfera ingannando l’estremo difensore. Su questi farfugliamenti immotivati, il Fanfulla alla fine pagava pegno: palla a  Grandi, che indisturbato sull’area di rigore fulminava l’incolpevole SuperCizza.

Brutta botta, anche perché il duo avversario, lì davanti, Alvitrez-Grandi, appariva estremamente mobile ed in grado di impensierire la retroguardia bianconera.

Ma il Fanfulla di oggi voleva questa vittoria! Chi è entrato in campo si è calato subito nello spirito del match, consapevole dell’unica missione possibile: prendere i tre punti che, a fine partita, potevano significare solo una cosa: entrare in zona play off.

Attenzione: se chi parte dalla panca, anche a metà della seconda frazione di gioco, anche negli ultimi minuti, mostra questo spirito, questa volontà di vittoria, allora, il significato è uno solo: si rema tutti verso la stessa direzione, va bene i mugugni, va bene le arrabbiature, va bene le umane e comprensibili delusioni, ma l’obiettivo è comune, di gruppo, di squadra, di uomini veri, sul campo e nella vita.

Poi, poi arriva lui, il mingherlino che ama mettere il suo zampino ovunque, il maratoneta della Dossenina, la cozza indomabile per gli avversari: Davide Bernardini! Con grande personalità, scaraventa un bolide sulla porta avversaria: palo pieno, ma la palla è birichina, ha preso in simpatia Davide Bernardini, e gira, gira, rotea, e cerca il palo opposto, infilandosi invece sull’angolo più interno della rete: un goal da cineteca, un urlo che squarcia il campo, un goal che unisce tutti, vicini, lontani, impassibili, critici, tifosi, giornalisti, poeti, e sognatori.

Un goal che merita i play off. Un goal che merita rispetto. Che non a caso arriva per uno fra i più umili e meno caciaroni dell’ambiente. Un ragazzo ben educato: che sa chiedere scusa, grazie, prego, buongiorno e buonasera, che soffre se un amico è triste, e sa essere presente, che è pulito e sincero.

Fanfulla che serra poi i ranghi, sin oltre la fine.

E’ difficile lasciare il campo stasera.

Questa è una squadra amare.

21/03/2021