samuele gesi

samuele gesi

17/05/2020 Off Di Ottavia Rancati

Intervista Simpatica – Tra calcio e musica con Samuele Gesi, classe 1995 di Basiasco (LO), terzino sinistro dell’ASD Turano e chitarrista auto-formato.

Chi è il migliore e il peggiore giocatore del tuo stesso ruolo?

“Il migliore è Marcelo del Real Madrid; il peggiore direi qualsiasi terzino sinistro nelle squadre scarse.”

Il migliore e il peggiore chitarrista?

“Jimmy Page, non so se sia il migliore ma è uno dei miei preferiti. Peggiore non saprei, credo vada a gusti.”

Qual è il compagno di squadra più scalmanato in campo?

“Willy (William de Angeli), lui è scalmanato nella vita.”

Hai un soprannome in campo? Se sì, quale e perché.

“No, in genere mi chiamano ‘Sem’, a parte un mio compagno di squadra, Richi (Riccardo Zani), che mi chiama ‘Speedy’ perché sono veloce.”

A quanti anni hai iniziato a giocare a calcio?

“A cinque anni ho iniziato nel Turano, quando era Polisportiva Edera Turano prima che si unisse al Mairago (LO); in seguito, ho giocato presso la Polisportiva Cavenago D’Adda, al Mairago per due anni e ora sono all’ASD Turano da quattro campionati.”

L’allenatore che più ti è rimasto nel cuore?

“Gabriele Peccati del Cavenago d’Adda: era preparato a livello calcistico ed era bravo a parlare con i ragazzi. Inoltre, con il mister Moreno Bettinelli mi sono trovato molto bene quando ho giocato al Mairago.”

Qual è stato il trionfo più grande?

“Quando abbiamo vinto il campionato Juniores Provinciali con il Cavenago d’Adda nel 2013. Un altro bel ricordo è la vittoria di quest’anno contro l’Atletico Miradolo: il clima in campo era molto teso perché loro sono forti, eppure dopo quindici minuti avevamo già segnato i primi tre goal e nel secondo tempo abbiamo concluso con il quarto. I cannonieri sono stati Massimo Borsotti (il capitano), Mattia Cremonesi, Francesco Uggeri e Andrea Aghemio.”

Il tuo goal più bello?

“Quando giocavo a Cavenago ed ero centrocampista: eravamo contro la Polisportiva Borghetto e ho segnato da fuori area sotto l’incrocio.”

Pregio e difetto in campo?

“Sono veloce, bravo negli uno contro uno a difendere e me la cavo negli interventi in scivolata; il difetto non lo dico, altrimenti se qualche mio avversario vi legge, se ne approfitta! In generale, mi ritengo scarso tecnicamente.”

Chi era il tuo idolo calciatore e il tuo idolo musicista da piccolo?

“Come calciatore Ronaldo, Il fenomeno: faceva tutto quello che voleva! Nella musica, per me regnavano i Blink 182.”

Un aggettivo per descriverti?

“Sono introverso e forse in campo dovrei farmi sentire di più, nonostante non sia nella mia indole. Non protesto con l’arbitro, non litigo con gli avversari e non rispondo alle provocazioni.”

Mi sembra un pregio!

“Sì, infatti mi definisco corretto. Tuttavia, quando c’è un compagno in difficoltà, non presente con la testa, tendo a stare zitto. Mi comporto così perché ognuno di noi è diverso: c’è chi la prende nel modo sbagliato e si viene fraintesi, allora scelgo di non dire nulla perché non voglio peggiorare la situazione. Vorrei riuscire a trovare le parole giuste in base alla persona con cui ho a che fare per spronarla. Insomma, io faccio il mio, sono come un ‘cane da caccia’, cioè faccio il lavoro sporco in silenzio: rubo il pallone all’avversario e lo passo a chi deve segnare.”

Un aggettivo per il coach Milani?

“Pazzo!”

In che senso?

“I suoi discorsi motivazionali prepartita sono quasi censurabili, ma ti danno una bella grinta.”

Quali poster hai appeso in camera?

“La locandina del film Pulp Fiction e la bandiera dell’Inter sopra il letto.”

La persona più importante nella tua carriera calcistica?

“Il coach Peccati; e poi Mattia Betti, un mio ex compagno che ora è vicepresidente della società; lo ammiro sia per le doti calcistiche sia come persona.”

Cos’è il calcio per te?

“È la mia più grande passione, negli allenamenti e in partita tento sempre di dare il massimo. Altresì la chitarra è una grande passione, però come il calcio non c’è nulla.”

Chi ti ha trasmesso questa vocazione?

“Mio padre guardava le partite in televisione e da lì mi sono appassionato; poi, quando si usciva in piazza a giocare c’era sempre il calcio.”

Come stava procedendo il campionato?

“Come tutti gli altri anni, stavamo lottando per arrivare ai play off.”

Qual era l’obiettivo?

 “Salire in Seconda categoria.”
La canzone giusta da ascoltare prima di una gara?

 “Se vuoi caricarti ‘Song 2’ dei Blur, se invece vuoi rilassarti ‘Foreplay’ di Jalen Santoy.”

Un saluto alla tua squadra ASD Turano?

“Saluto tutti dal primo all’ultimo, compresi i dirigenti. Spero potremo raggiungere al più presto l’obiettivo che ci siamo preposti in questi anni.”