Un block notes di appunti

Un block notes di appunti

26/04/2022 Off Di ermanno merlo

Un block notes di appunti davanti al vecchio cronista.

di Ermanno Merlo

Com’è interessante vedere una partita insieme a un amico che ha passato una vita intera sui campi di calcio.

Un vecchio cronista che sa osservare saggiamente e comprende le infinite traiettorie del pallone: ti anticipa dove si farà la giocata e come si muoverà il calciatore.

Vicino a lui mi sento meno inesperto.

Oggi siamo insieme per Laudense Ausiliatrice – Usom Melegnano.

La partita inizia male per la Laudense messa subito in ginocchio dall’Usom.

La rimonta però è facile.

Ismail centra la rete senza sbavature.

Sangare è un amico, uno che riesce a non mollare mai, ad avere un’ampia visione delle situazioni calcistiche.

Passano i minuti e i ragazzi di Mister Milani mettono a segno 3 goal meravigliosi.

Quello firmato Redi Gerdeci mi colpisce particolarmente.

Doppio passo, si smarca, entra in area e lascia senza parole il portiere.

Anche io sono meravigliato davanti alla magia di un giocatore di prima classe, capace di mettere in circolo palloni, come pochi altri nei livelli superiori sanno fare.

4 – 1.

Il match, alla mozzora del primo tempo, sembra essere terminato e il vecchio cronista, seduto vicino a me, mi guarda perplesso: non lo convincono le reazioni eccessive di mister Milani davanti a qualche errore dei propri giocatori, con un vantaggio così, che diamine sta ad insaccarli a quel modo? Forse, un presentimento?

E infatti il risultato non dura tanto.

Gli avversari non hanno smesso di crederci e. dopo una roboante ripresa, il triplice fischio determina il pareggio finale.

L’amarezza per la Laudense è tanta e i festeggiamenti sono rimandati.

Va dato agli atleti dell’Usom il merito di non essersi mai arresi e di aver cambiato la direzione della partita, che sin dai primi istanti sembrava essere conclusa. La regia di Giacomo Marzi è stata impeccabile. Il vecchio cronista dice che dovrebbe giocare a livelli diversi. Il calcio sa fare questo: stupisce, emoziona, regala sole a pomeriggi di primavera nuvolosi.

Un applauso chiaramente va fatto anche a mister Marco Milani. Le capacità dei giovani sono stare sviluppate proprio da lui, che ha saputo creare un gruppo così unito.

Non posso non restare affascinato, ancora una volta, dalla simpatia, gentilezza e disponibilità della società.

Parlare con Massimo Servidati, direttore generale, in più occasioni compagno di pomeriggi d’estate trascorsi tra i ragazzi del progetto Rete!

Ricevere in dono al mio arrivo dell’acqua e del the dal dirigente Shkelqim Gerdeci.

Sono relazioni che crescono, regali primaverili.

Così come il saluto con l’amico Andrea Furegato, chiamato  a premiare Giacomo Marzi dell’Usom.

In questo mondo così confuso, colmo di odio, restare abbracciati nell’incontro è più che mai rivoluzione.

Umiltà è la parola d’ordine di un luogo in cui ogni volta mi sento a casa.

Sarà perché il ritorno è sempre una lacrima del cuore, una libertà partecipata.

Il mio è un grazie sentito che esprimo con queste semplici parole.

Perché la vita è il dialogo, l’umanità, la condivisione e il calcio riesce a donare tutto questo.

Essere grati è il primo passo, la conquista di ognuno di noi.

Insieme al vecchio cronista, dopo gli ultimi saluti, lascio il campo della Laudense Ausiliatrice.

Ci guardiamo negli occhi.

Il maestro e l’allievo.

Il Senex e il Puer.

Due generazioni che si uniscono.

Sorridiamo, consapevoli della potenza del pallone e della bellezza degli amici che quando si ritrovano è sempre una grande festa!