Uno spiazzante lockdown

Uno spiazzante lockdown

25/11/2020 Off Di Eugenio Lombardo

Antonio Lucera, preparatore dei portieri: Uno spiazzante lockdown.

Eppure di calcio giocato si deve tornare a parlare. Perché, prima o poi, sul campo si potrà andare. E l’occasione ci è data da un interessante confronto con Antonio Lucera, da anni preparatore atletico dei portieri, in questa stagione alla Fulgor Lodivecchio.

Abbiamo voluto interpellarlo a proposito dei goal visti nel massimo campionato, allorchè al vostro cronista apparvero evidenti, almeno per la metà delle segnature, più gli errori degli estremi difensori che non le capacità degli attaccanti.

Mister Lucera, con l’umiltà che da sempre lo contraddistingue, precisa: “Vuoi farmi parlare di professionisti, ma alleno i dilettanti. Come potrei mai criticarli? Poi le azioni di gioco vanno viste nel loro complesso, non nelle singole giocate.”

In che senso?

“Guardavo Sampdoria – Bologna. Sulla segnatura dei doriani si è appunto detto di un errore del portiere dei rossoblu. Ma non è così: il portiere del Bologna, infatti, era ostacolato, non riusciva ad uscire nell’area piccola.”

Però personalmente, appunto, ho visto poco uscite: colpa della velocità del gioco, a tuo avviso?

“Uscire dai pali è sempre complicato, ci vuole un tempismo perfetto. A volte la palla cambia traiettoria all’ultimo istante. Stare sulla linea dei pali, psicologicamente, garantisce maggiori certezze al portiere. Se esci e sbagli poi vieni massacrato.”

Come preparatore, questo lockdown quanto incide in negativo su un portiere?

“Tantissimo. Perché si allenta quello che è un principio basilare per chi riveste questo ruolo: la reattività. Già è difficile svolgere allenamenti specifici, in quanto gli allenatori vogliono per se tutti i giocatori,e quindi manca chi crossa, o chi tira, se poi anche queste opportunità di sedute dedicate si azzerano, causa il divieto di allenarsi, tutto diventa ancora più complicato.”

E’ una situazione d’altra parte imprevista.

“Infatti il consiglio è di tenersi quanto più in forma possibile, come in un precampionato. Paradossalmente, quando torneremo a giocare,  ipotizziamo di vedere in campo i numeri 1 come se fossero numeri 12, di quelli  di un tempo, che non giocavano mai, e quando entravano qualche figuraccia la rimediavano perché non erano abituati all’agonismo delle partite.”

Cosa viene a mancare in particolare?

“Ad esempio, il modo di chiudere la porta davanti all’attaccante, piuttosto che l’attenzione alle palle filtranti: puoi spiegare e fare accademia, ma l’abitudine al campo, l’essere tra i pali, è quello che fa la differenza.”

Come sta andando alla Fulgor?

“Benissimo. E’ un piacere lavorare con un tecnico giovane come mister Albore, che ha tante idee e molta passione. Posso dirlo avendo fatto una lunga esperienza in diverse squadre: sono stato nei settori giovanili del Fanfulla, del Sant’Angelo, del Sancolombano, ho lavorato con guru come Diego Della Giovanna  e Romeo Sichel. Ho quell’esperienza, perciò, per capire chi sa di pallone. Ci sono allenatori giovani molto qualificati nelle nostre categorie dei dilettanti.”

Tu hai avuto un’esperienza anche nel calcio femminile, alla Doverese, è corretto?

“Sì, in Eccellenza, per tre stagioni. E’ lì ho trovato un ambiente fantastico, spero di potervi tornare un giorno. Il calcio ha meno tensioni: l’agonismo non manca, ma viene meno quella cattiveria spesso gratuita che c’è invece nei campionati maschili. Sicuramente è un calcio più sereno, uno sport competitivo ma equilibrato nei suoi valori comportamentali. ”

Mister Lucera, che calcio ritroveremo alla ripresa?

“Guarda, mi capita di incrociare giocatori che corrono, per strada, pur di mantenersi in forma. E sai cosa mi colpisce? Che sono quelli più anziani. I giovani, probabilmente, in questo periodo, hanno altro per la testa. Toccherà a chi ha più esperienza riportare sui binari giusti questo sport.”

Eugenio Lombardo