fanfulla – real calepina

fanfulla – real calepina

14/03/2021 Off Di Eugenio Lombardo

Fanfulla – Real Calepina: 1 – 0

Il commento di Eugenio Lombardo

Ma che bel Fanfulla!

Ma silenzio, parla il campo, e poi sinfonia del trio Cirigliano-Palmieri-Queros, con acuti rock alla batteria il professor Laribi, e arco allungabile del violoncello in SuperCizza, una sicurezza.

Però, come detto nelle interviste, dobbiamo premettere delle scuse ad un giocatore del Fanfulla, che abbiamo sinora citato poche e che oggi invece, come sicuramente altre volte, merita ampi titoli: parliamo di Davide “Paprika” Cirigliano, veramente incontenibile nel match odierno, forse la sua migliore prestazione in questo campionato, anche se mister Sesto assicura che altre volte ha giocato così e deve solo capire di potere essere più incisivo sotto rete. Il ragazzo ha fatto una partita di grande livello: avanti, indietro, caparbio, grintoso, e soprattutto lucido in ogni frangente di gioco.

Un Fanfulla che passa meritatamente in vantaggio seppure su rigore, calciato al millimetro da Brognoli, talmente alla perfezione che sembrava fosse un tiro da biliardo, lì dove la palla dove essere messa: con il lunghissimo portiere avversario che si allungava e pareva potesse arrivarci, se non giusto per quel perfido e bellissimo millimetro.

Un Fanfulla che, una volta ottenuto il vantaggio, non si è chiuso, non ha perso tempo in cincischi strategici, ma ha cercato il raddoppio, sorretto da un Qeros delizioso: questo giocatore è il calcio, è poesia, è volontà ed estro insieme, sino all’ultimo non sai cosa potrà fare del pallone che ha tra i piedi, e questo è quello che si dice dei grandissimi.

Eccellente anche la prova di Settepolmoni Agnelli: corre e rincorre, spinge ed aggredisce, dalla tribuna si sente il suo fiato addosso all’avversario. Dall’altra parte, Bernardini: un piccolo gigante sulla fascia, e lì in mezzo Apache Pascali e Gulliver Fabiani, concreti, essenziali, sali e scendi, rientra e sopravanza.

In mezzo il professor Laribi sembrava avere oggi una calamità interiore: era sempre lì dove doveva essere. Dalla tribuna mormorii di continua meraviglia ed approvazione da parte degli autorizzati presenti: il professore Laribi ha dettato i tempi, con grande intelligenza tattica, sembrava un ragazzino nell’essere ovunque in ogni parte del campo.

E poi c’è Re Mida De Angelis, che il pallone lo va a cercare pure dentro gli spogliatoi, pur di fare salire la propria squadra, e smania e sbuffa e lotta, ed ha grandi meriti anche se non ha segnato, e si sa il goal per gli attaccanti è il pane per gli affamati, ma deve stare tranquillo perché la rete ritornerà presto, ma nel frattempo sta mettendo cuore e volontà, da a questo Fanfulla un qualcosa in più, sempre e comunque.

Un bellissimo Fanfulla dunque. Che merita qualcosina in più della posizione che occupa, e dunque siccome il calcio, coma la vita, finisce sempre restituire ciò che spetta, occorrerà essere pronti e guardinghi per entrare nell’entourage di chi farà i play off, restandoci sino alla fine.

Questa è una squadra che merita rispetto.