Fanfulla – Scanzorosciate

Fanfulla – Scanzorosciate

15/04/2021 Off Di Eugenio Lombardo

Fanfulla – Scanzorosciate: 2 – 0

Premessa, e conclusione.

La prima: questo è un Fanfulla mai domo. Conclusione: non arrendendosi mai, è lecito non solo vincere ma anche sognare. Quali traguardi è presto dirlo, e sarebbe sbagliato fissarli. A questa squadra è lecito chiedere una cosa soltanto: di continuare ad essere il Fanfulla, così com’è, sino alla fine, pronto a dare tutto sul campo, generoso e caparbio, volitivo ed umile, compatto e determinato.

Non è stato facile liquidare la pratica Scanzorosciate, che sarà pure fanalino di coda, ma che alla Dossenina ha fatto la sua figura con i due attaccanti davanti Parravicini (la cui mole ha ricordato quella di Ibrahimovic) e Aranotu, davvero pericolosi.

Avevo definito il match abbordabile, e devo fare pubblica ammenda. Si è in parte sofferto a prendere la posta piena in palio, e questo rende ancora più meritevole il successo.

Il Fanfulla ha cercato immediatamente di sbloccare la gara, non riuscendovi, grazie alla vivacità di Qeros, sempre pronto a disseminare scompiglio, e a deliziare con accelerazioni palla al piede di elevata qualità, al brio di Cirigliano, che ha fatto ballare la samba agli avversari, facendo vedere loro i sorci verdi, e a Palmieri che in mezzo al campo ha proposto spunti di qualità. Ma la porta restava lontana da insidie davvero pericolose.

Al 20 del primo tempo la pressione si è fatta più costante: Serbouti, che ha giocato un partitone, ci ha provato ad inzuccare, ma il fato gli è stato avverso. Poi Baggi – altro assoluto protagonista, un francobollo di precisione sugli attaccanti rivali, un gladiatore nell’arena, se gli davano un leone sbranava pure quello, ha tentato di risolvere di prepotenza, ma è stato placcato come se si giocasse a rugby e la punizione seguente non ha fruttato i giusti esiti.

Ecco, sembrava un Fanfulla impreciso allorchè occorreva capitalizzare. Ma solo all’apparenza.

Come sapete, non amiamo le cronache. Possono essere lette altrove. Il nostro mestiere è diverso. Ma nel secondo tempo il Fanfulla ha saputo scrollarsi quella stessa patina di apparente imprecisione: slalom di Qeros, che aveva già cercato il tiro senza fortuna, ubriacando però gli avversari, e cross per Palmieri, che dispettosissimo ed indisturbato ha guardato bene la porta, reclinando il capoccione e lemme lemme spedendo la palla all’angolino destro, con una traiettoria talmente velenosa che neppure ci fosse stato il mitico Tiramolla (chi lo ricorda?) riusciva a togliere quel pallone.

Poco dopo il raddoppio: sempre sul fronte destro d’attacco, Ciro De Angelis (giocatore e uomo vero come pochi, ndr) s’impossessava della sfera, e guai a toglierla, sembrava Superman contro i cattivi, assist per il compagno Anastasia, che trattava il pallone di prima intenzione, con spirito da ribelle, fantastico ragazzo, Emanuele, con rabbia e determinazione, con intelligenza e voglia di spaccare il mondo e tutte le cose storte che non vanno, cazzo!, spedendolo in fondo al sacco quel pallone, così come deve farsi ogni qual volta occorre riprendere in mano il proprio destino. Lo abbiamo atteso fuori dagli spogliatoi per un’intervista, ma non ci siamo incrociati direttamente, sarà per la prossima volta. Lo abbiamo però intravvisto da lontano: sorridente e felice!

Dopo la rete del raddoppio, tripudio Fanfulla. E un cuore che batte all’unisono, tutti per uno e uno per tutti.

A fine partita, le sagge e pacate parole dei protagonisti: che hanno già la testa a domenica prossima.

Unici a fare festa tre tifosi felici di cantare a squarciagola. Ed il fotografo di Gazzetta Lodigiana ed io ad unirci, idealmente, ai cori.

Eugenio Lombardo