il viaggio di Ermanno continua

il viaggio di Ermanno continua

04/06/2021 Off Di ermanno merlo

È come sentirmi parte di una grande famiglia ogni martedì, quando osservo gli allenamenti dei ragazzi che partecipano al progetto Rete!, che prova dopo prova iniziano a essere più preparati dal punto di vista tecnico, a conoscersi sempre meglio sul campo.

Per me è una vera gioia poter percorrere un tratto del loro cammino, anche se breve, ma importante.

Scambiando con loro pochi dialoghi nei momenti di pausa, durante le attese fuori dal campo o dagli spogliatoi, si instaura comunque un legame.

Così nella mia mente a poco a poco, parola dopo parola, si crea quasi una cartina del mondo, ove sguardi ed emozioni s’incontrano.

Mustafa, dall’Egitto è il primo che, oggi, timidamente si racconta, con poche frasi, ma efficaci.

-Io del mio paese adoro tutto, i suoi colori e quello che mi ha regalato -.

Achref, giovane tunisino, è dello stesso parere, ama la sua terra: in Tunisia giocavo a calcio, – ma preferivo tirare di Boxe – dice, mentre aspetta che tutti i suoi compagni finiscano di cambiarsi ed entrino finalmente in campo. Racconta di loro, di come li vede e li sente vicini, chi più chi meno.

Poi c’è Mohamed, anche lui viene dall’Egitto, e la cosa che apprezza di più del suo paese sono le piramidi.

Osservo seduto sul campo un ragazzino, quasi in disparte, così mi avvicino piano piano, chiedendogli il suo nome. Lui parla a stento in italiano e dopo vari tentativi capisce la domanda.

Si chiama Liban, proviene dalla Somalia. Ma a differenza degli altri non rimpiange per niente il suo paese. Mima con le mani il gesto delle pistole e scuote la testa.

Una risposta che lascia il vuoto nell’anima, che fa riflettere su quanto a volte sia fragile la vita.

L’ultimo che mi racconta qualcosa di sé sorridendo è Abdel: – vengo dall’Egitto, adoro Fayyum la mia città natale, perché è circondata da campagne. Perfino lì giocavo a calcio con i miei amici, poi ho dovuto abbandonare tutto per fuggire in Italia. Quello che apprezzo del progetto Rete! è che mi aiuta a crescere -.

Tra un discorso e l’altro sulla mia mappa si sono disegnate storie, scambi e condivisioni.

Un lungo filo rosso che ci collega gli uni agli altri e che descrive il nostro essere umani.

L’allenamento intanto continua e si alterna tra momenti di gioco e di risate a quelli più competitivi tra i ragazzi.

Quando tutto sfocia in momenti di forte tensione, gli allenatori sanno come calmare le acque.

Vincenzo Panicola, saggio operatore della cooperativa Le Pleiadi – conosce a fondo i suoi fanciulli e sa come aiutarli, si avvicina loro, li tranquillizza e cerca di spiegare l’importanza della sconfitta, come valore che aita a crescere, a migliorarsi.

Anche se ormai il sole sta per tramontare e si stanno dando gli ultimi calci al pallone, una figura nota fa capolino nel campo dell’oratorio a riportare la luce: è Malek Suleiman, protagonista degli scorsi progetti Rete! amato dai suoi mister che non appena lo vedono arrivare lo accolgono come un figlio.

Si ritrova Malek nell’abbraccio sincero delle persone che lo hanno sempre apprezzato e lo hanno saputo aiutare nel suo cammino.

Lo ha detto più volte Suleiman che per lui Peccati è: <come un padre!>.

Si posiziona subito a bordo campo per consigliare ai giocatori e donare la sua esperienza.

Malek è un sensibile ascoltatore della realtà, così come Abdel, Gabriele, Massimo, Vincenzo, Liban, Mohamed, Achref e tutti gli altri.

Il progetto Rete! è una strada da percorrere, un vero e proprio senso di appartenenza a una comunità condivisa, a un sogno che non si spegne.

Ermanno Merlo

13/06/2021