L’altra partita

L’altra partita

22/09/2021 Off Di ermanno merlo

di Ermanno Merlo

“Raggi di sole in un pomeriggio d’autunno, malgrado la sconfitta.”

Le foglie secche accarezzano la lunga distesa verde del campo di Lodivecchio.Segnano l’inizio di un autunno che oggi sembra essere arrivato prepotentemente, senza avvisare.

La pioggia ha smesso di scendere da poco, il cielo di piangere e il sole inizia a fare capolino

dalle nuvole che fuggono veloci verso nuovi cieli.

La sento arrivare da lontano l’emozione di vedere giocare, ancora una volta, i fratelli Mbaye.

Smuove l’essenza, pone delle domande, permette di cercare e ricercare sempre.

La voglia, la passione e l’energia profonda sono ingredienti che Ibou e Samba non dimenticano mai, ma che anzi li accompagnano sempre nel corso della loro vita. Sono capaci di lottare fino in fondo, di non arrendersi, di coltivare saggezza.

Ogni volta che li osservo alla mia mente bussa qualche verso di una poesia di Franco Arminio:

<<La vede solo chi ci ama/ la bandiera che ci sventola nel viso/ la verità per cui lottiamo/ il sogno ancora non ucciso.>>

La rivoluzione del cuore, quella che sa parlare a chi ha bisogno, quella che permette il viaggio verso la scoperta della nostra parte più intima, dei nostri sentimenti. Il fuoco che anima il gioco, quello che arde nell’anima.

La poesia è nelle vene di Ibou e Samba, la scrivono con il pallone, nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni umane, in questo loro essere eterni sognatori.

Seduti sulle seggiole rosse, che circondano un lato del perimetro del campo, ci sono Momo e Sussu, i loro due fratellini (16 e 11 anni), li guardano orgogliosi da lontano, fanno il tifo, cercano di sostenere chi amano. L’affetto che hanno nel cuore per Ibrahim e per Samba lo si può percepire appena ci si avvicina e si scambia con essi qualche parola. È forte, potente, abbatte ogni muro, ogni barriera, si fa spazio nel mondo. Lo dice Ibou, per lui la famiglia è uno dei valori più importanti.

Momo e Sussu infatti lo seguono ovunque, anche sul palco davanti a centinaia di persone durante un suo concerto.

La sconfitta, purtroppo, in questa prima giornata di campionato, è amara per il Lodivecchio

che subisce quattro reti da parte del Valera Fratta.

La prima cosa che salta all’occhio della magia del calcio dei fratelli Mbaye è che in campo si completano, si tengono a bada, si motivano, rafforzano il loro profondo legame, ogni volta. Non perdono quasi mai di vista la soddisfazione, il gioco e il divertimento.

Sono in grado di sostenere la squadra anche e soprattutto quando le cose non stanno andando per il verso giusto.

Lo stesso Ibou, alla fine della partita, deluso e amareggiato, si confida con me:  <<Anche io

non sono stato perfetto oggi, non ero me stesso, non mi sentivo a mio agio; credo però che

miglioreremo andando avanti con la stagione, ora dobbiamo tutti trovare un equilibrio>>.

Può capitare in campo di essere un po’ egoisti calcisticamente, di arrabbiarsi, ma la saggezza di un vero uomo, di un poeta, sta proprio nel riuscire a guardarsi dentro, nel mettere in luce i propri difetti, le proprie mancanze e da lì ripartire. Ibrahim lo sa fare bene e questa è una delle sue tante virtù.

Quando parla Ibou la parola si fa verità, torna dal 300 a.C. Aristotele e il suo “Ipse dixit”

La realtà empirica condivisa, la somma saggezza, la via per un sogno trascendente.

Il triplice fischio dell’arbitro pone fine a una partita dura, sofferta, sudata; i giocatori iniziano a uscire dal campo che a poco a poco rimane vuoto, coperto solamente dalle tante foglie che continuano a cadere.

Ibou e a Samba hanno finito di cambiarsi e si avvicinano verso di noi, che li aspettiamo fuori

dagli spogliatoi, Momo e Sussu appena li vedono corrono a festeggiarli, li abbracciano facendogli tornare un dolce sorriso sul volto.

La nostra nuova rubrica “L’altra partita” si apre con uno strano pomeriggio di fine settembre, con vittorie e sconfitte che si equivalgono, con emozioni che fanno capolino dagli alberi quasi spogli, dai pensieri.

Seguire i fratelli Mbaye nel loro viaggio mi arricchisce, dona un po’ di pace all’anima, permette la crescita.

In un mondo in cui ogni cosa sembra essere il contrario dell’altra, in cui troppi rumori

confondono; conoscere delle persone così pure, così vere, vive e profonde è un onore, una

responsabilità, un grande regalo della vita.