Settimo Milanese – Sant’Angelo

Settimo Milanese – Sant’Angelo

31/05/2021 Off Di Eugenio Lombardo

Settimo Milanese – Sant’Angelo: 1 – 4

Il commento di Eugenio Lombardo.

E’ un Sant’Angelo fortissimo, che merita palcoscenici superiori, diciamo subito le cose come stanno: senza se e senza ma. A dispetto di tutte le possibili scaramanzie: mamma mia, che bella squadra!

Una compagine, quella santangiolina, che ha dato prova di grande autostima, senza mai apparire presuntuosa. Che ha mostrato di avere piacere di giocare, di gestire la partita con autorevolezza: un team che ha fisionomia di gioco, e un identità ben precisa.

Questo Sant’Angelo ha un’impronta netta. Ora, per alcuni sarà una sorpresa, ma non per noi, che seguiamo mister Domenicali sin  dai lontanissimi tempi in cui allenava in Sicilia: ciascun giocatore della sua squadra sa quale nota deve interpretare, realizzando così una prova corale. Non addentriamoci nella musica, e scendiamo più nel concreto: questa è una squadra costituita da calciatori veri, che raramente sbagliano l’utilizzo di un pallone.

E’ una squadra che ha nel suo dna la possibilità di vincere il campionato, perché ad esempio vi sono formazioni che possono contare su due, tre giocatori chiave, ma che nel loro insieme mancano invece ancora della giusta esperienza o delle necessarie alchimie.

Questo Sant’Angelo invece ha quel qualcosa che, se regge sino alle fine, sarà come l’efficacia della potenza di un motore diesel, la forza di un vento impetuoso che spinge le vele, il ruggito di un leone che vuole lasciare intendere chi comanda nella foresta. E’ una squadra che sa verticalizzare, mentre se applica il gioco orizzontale sa privilegiare un istante prima la posizione sul campo.

Il mini campionato di Eccellenza è paradossalmente lunghissimo: tutto può ancora accadere, ma da esperti cronisti, tanto di vita quanto di calcio, non sfuggono i segnali propiziatori, come quei ragazzi che entrano a partita in corso, e non modificano l’atteggiamento della squadra, dentro come se fossero stati sul campo sin dal primo minuto, Gomez su tutti, un esempio, grinta e lucidità condensate in una nevralgica zona del campo, giocatore anche con una bella storia personale, che speriamo di potervi raccontare presto.

La squadra, fra gli altri, ha esibito un Lazzaro in formato gigante, con una visione di gioco superlativa, un determinato Scietti,un martellante Vaglio, una coppia d’assi in Cristofoli e Panigada, capace di cambi passi di altissima qualità, ma lasciatemi spendere due paroline su Alessio Cicciu, giovane del 2002, centrocampista inesauribile, uno che non necessita di ricariche perchè sembra essere sempre cricato a molla: questo è un calciatore di talento puro, anche se con alcune smagliature ancora grezze data la giovane età, soprattutto nella tendenza ad accentrarsi troppo, ma sa farsi trovare e sa spingere sulla propria fascia, personalmente non ho dubbi ad indicarlo come il migliore in campo, ed annoto il suo nome sul taccuino del futuro: vediamo dove sarà tra due stagioni il ragazzo.

Nel frattempo, i tifosi possono essere fieri di questo Sant’Angelo. Che è un bocciolo in fiore, diamoci alla botanica questa volta, e i cui petali si schiudono domenica dopo domenica: ci sono dodici punti a disposizione, sul piatto, e stavolta ci diamo alla pasticceria, questa è una squadra che non vuole lasciare agli altri convitati neppure le briciole. Dodici bignè da divorare.

30/05/2021